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Estratto delle Direttive (2002)

1. Definizione ed obiettivi della frutticoltura integrata

La frutticoltura integrata è il metodo economico per produrre frutta d'ottima qualità rispettando la salute dell'uomo e l'ambiente.
La promozione d'adeguate cure colturali agronomiche ed un impiego ridotto di prodotti agrochimici rappresentano lo scopo principale della produzione integrata.

2. Agricoltori formati professionalmente e consci dal punto di vista ecologico

La prerogativa più importante della produzione integrata è una buona preparazione tecnica ed un atteggiamento positivo del conduttore aziendale nei confronti dell'ambiente e del consumatore. Perciò l'AGRIOS rende chiaro il programma ai produttori tramite circolari e relazioni e informa i partecipanti sullo sviluppo della produzione integrata.
Per realizzare un idoneo programma integrato è necessaria una valida consulenza tecnica indipendente ed un'intensa sperimentazione pratica. Infine anche i responsabili della commercializzazione della frutta devono fare bene la loro parte per la buona riuscita del programma integrato.
I produttori devono essere competenti (formazione professionale continua) oppure essere seguiti da un'organizzazione di consulenza.

3. Cure colturali ecologiche

L'obiettivo principale della frutticoltura integrata non cura soltanto la difesa antiparassitaria chimica, bensì dedica particolare attenzione anche alle scelte colturali che, se fatte in modo adeguato, agiscono positivamente sul frutteto e sull'impatto ambientale. Ogni frutticoltore che decide di attuare la produzione frutticola integrata deve voler applicare diverse pratiche colturali ecologiche. Pertanto l'AGRIOS ne propone una lista.

Durante un'annata agraria il frutticoltore è invitato a scegliere l'applicazione del maggior numero possibile di queste pratiche colturali consigliate nella lista indicata a pagina 22 - 23 del quaderno di campagna, in cui esse devono esser segnate.

Scelta varietale e sistema d'impianto:

  • Nell'annata agraria è stato allestito un nuovo frutteto con una varietà resistente alla ticchiolatura o all'oidio.
  • Nell'annata agraria è stato scelto il sistema a fila singola per il nuovo frutteto.
    Questo sistema d'impianto consente una migliore illuminazione dei frutti durante tutto il periodo vegetativo e tutta la vita dell'impianto. La fila singola richiede minor impiego di presidi sanitari (soprattutto meno erbicidi) rispetto ai sistemi con più file e facilita l'applicazione di alternative rispetto al trattamento chimico lungo i filari.
Concimazione e cura del terreno:
  • Nell'impianto è stata eseguita un'analisi del terreno ed un'adeguata concimazione secondo la classificazione nutritiva (allegare i risultati delle analisi del terreno). La qualificazione del laboratorio deve essere comprovata da un accreditamento o da un ringtest. L'analisi del terreno è la base fondamentale per eseguire una concimazione equilibrata, adeguata alle necessità. Apporti eccessivi di fertilizzanti non solo riducono la produzione, bensì influiscono negativamente sulla qualità dei frutti ed aumentano la suscettibilità alle malattie sia da parte degli alberi che dei frutti.
  • La concimazione azotata è stata decisa dopo analisi dell' N-min (allegare l'analisi). Con il metodo dell'N-min si è in grado di determinare la quantità d'azoto minerale presente nel terreno (nitrato ed ammonio). In base al contenuto in humus ed al tipo di terreno si stimerà l'apporto di azoto proveniente dai filari e in base a questi valori si determinerà la concimazione azotata indispensabile.
  • Nei frutteti è stata fatta un'analisi fogliare precoce. Le analisi fogliari precoci che si fanno quando i germogli riducono la loro attività vegetativa, consentono d'accertare per tempo l'effettiva situazione nutritiva dell'albero. Squilibri nutrizionali si possono riequilibrare in breve tempo mediante adeguate concimazioni fogliari, mentre a lungo termine con la concimazione del terreno sarà regolata l'alimentazione dell'albero.
  • Nei frutteti rimane inerbita tutto l'anno la striscia lungo il filare degli alberi, oppure essa viene coltivata mediante alternative colturali, escludendo gli erbicidi. Fino a quando lo sviluppo dell'albero e l'apporto naturale dell'azoto sono sufficienti, i frutteti in produzione dovrebbero rimanere inerbiti tutto l'anno (corsia di percorrenza e striscia lungo il filare). Ciò consente all'azoto di rimanere vincolato e quindi si avrebbe un vantaggio soprattutto in frutteti vigorosi.
  • Nei frutteti è stata eseguita una pacciamatura su file alterne. Con questo metodo di pacciamatura e la riduzione della quantità d'azoto somministrata, si consente lo sviluppo a numerose specie di erbe a foglia larga e graminacee, che durante la loro fioritura costituiscono fonte d'alimentazione per numerosi insetti (sirfidi, braconidi ecc.).
Tecnica di trattamento:
  • L'atomizzatore è stato sottoposto ad un test presso uno dei tre centri di controllo (allegare documentazione, validità 5 anni).
    Dovrebbe essere ovvio fare un controllo regolare dell'atomizzatore. Gli atomizzatori sono sottoposti ad usura elevata per cui è indispensabile un controllo ogni 5 anni. Anche atomizzatori nuovi o riadattati devono essere regolati in funzione degli impianti frutticoli dell'azienda. Una distribuzione non omogenea della miscela comporta un'efficacia scadente della stessa ed un inquinamento ambientale più elevato.
Nel corso dell'anno sono state eseguite una o più delle seguenti cure biologiche o biotecniche:
  • Contro Carpocapsa e Tignola orientale del pesco è stato applicato il metodo della confusione.
  • In zone colpite dal maggiolino venivano utilizzate nei frutteti le apposite reti.
  • In frutteti colpiti dal maggiolino fu distribuito il fungo della Beauveria.
  • Per la difesa contro sesia del melo sono state approntate trappole con liquido attrattivo. Mediante gli insetticidi si può colpire in maniera abbastanza soddisfacente soltanto le giovani larve di sesia. Inoltre la difesa su alberi più anziani è tecnicamente difficile da fare e senza valida efficacia. Con trappole dotate di liquido attrattivo è possibile catturare una buona parte delle farfalle (vedi "Guida" del Centro di Consulenza). Questo insetto viene inoltre decimato dalle cinciallegre, dal picchio e dal picchio muratore.
  • Nei frutteti erano distribuiti i nidi per favorire l'insediamento delle cinciallegre. Questi ed altri uccelli insettivori, durante l'accoppiamento, si nutrono con numerose larve e in tal modo contribuiscono a ridurre le popolazioni degli insetti dannosi.
  • Nei frutteti sono stati preparati nascondigli per il riccio, topo ragno, serpenti (mucchi di sassi, tubi e mucchi di rami secchi).
  • Nei frutteti sono stati trasportati i fitoseidi.
  • Per la difesa contro l'oidio e gli afidi sono stati potati in primavera i rami colpiti.
Rilievi sulla presenza di insetti dannosi:
  • Nell'azienda sono state distribuite trappole a feromoni, sottoposte a regolari rilievi delle catture (allegare il foglio).
    Le trappole a feromoni offrono la possibilità di seguire il volo delle farfalle dannose più importanti (ad es. Carpocapsa, Tignola orientale del pesco e ricamatori). Una corretta interpretazione di questi dati (picco e durata del volo, andamento climatico, ovideposizione) sono utili per decidere l'esecuzione di un intervento. Essa ci permette anche di eseguire delle previsioni negative.
    N.B.: Poiché diverse trappole catturano gli insetti in numero differente, in caso di difficoltà interpretative, il frutticoltore deve rivolgersi all'esperto.

14. La difesa integrata

a) Prevenzione

Tutto il programma di produzione è concepito in modo tale che gli alberi riescano a mantenere la loro resistenza naturale agli insetti dannosi ed alle crittogame; quindi senza dover richiedere trattamenti aggiuntivi.
Alberi molto vigorosi sono più sensibili alla ticchiolatura, all'oidio, agli afidi, agli acari ed ai ricamatori.

La difesa antiparassitaria integrata prevede anche di proteggere e di favorire gli antagonisti naturali dei parassiti dannosi agli alberi.
Per consentire la loro presenza ed ambientazione naturale consigliamo le seguenti cure:

  • È opportuno piantare siepi (luogo ideale per la riproduzione degli uccelli) ai limiti del frutteto.
  • È opportuno lasciare muri a secco (manufatti adatti a donnole, ricci, colubridi). Questo vale anche per mucchi di sassi e rami ed altri nascondigli.
  • Allo scopo di attirare uccelli rapaci (poiana, falco, gufo, civetta) consigliamo di approntare stanghe per consentire loro di sostare nei frutteti.
  • Uccelli insettivori (cinciallegra, cinciarella, torcicollo, pettirosso, passero ed upupa) durante il periodo della covata divorano numerose larve (falene, nottue, sesie e ricamatori). E' consigliabile predisporre nel frutteto nidi artificiali di più tipi (nidi dotati di un foro d'entrata di 32 mm e di 45-55 mm).
  • I fitoseidi (con l'aiuto di coccinellidi e di antocoridi), se sono rispettati, riescono agevolmente a tenere sotto controllo gli acari fitofagi nel frutteto. Se non fosse presente un numero sufficiente di fitoseidi, consigliamo d'insediarli prelevandoli da altri frutteti.
  • Vasi o cassette contenenti paglia o lana di legno rappresentano rifugi ideali di svernamento per le crisope.

b) Metodi alternativi di difesa antiparassitaria

La difesa integrata prevede di favorire l'adozione di mezzi e cure alternative (non chimici). Esempi per una difesa antiparassitaria alternativa:

  • Gli apici dei rami colpiti dall'oidio si asportano in primavera per evitare la pressione di questa crittogama; con ciò si facilita e si migliora la difesa.
  • Il metodo della confusione sessuale dovrebbe essere applicato dove è presente la Carpocapsa e/o la Tignola orientale del pesco. Se il grado d'infestazione è basso si ottiene una riduzione della popolazione e così si evitano i problemi causati da un suo successivo incremento. Questo metodo biotecnologico consente di evitare trattamenti o quantomeno evitare sprechi, oltre ad evitare o perlomeno posticipare la comparsa di resistenza nei confronti dei prodotti consigliati.
  • Le trappole alcoliche (8 trappole/ettaro) sono il metodo di difesa più efficace per il bostrico (Anisandrus).
  • La riproduzione e la distribuzione in massa di insetti utili (Prospaltella, fitoseidi, Trichogramma ed altri) rappresentano un sistema molto efficace, spesso migliore dei prodotti chimici.
c) Strategia anti-resistenza

Le resistenze di organismi nocivi possono rendere molto difficile la tutela delle piante e conseguentemente provocare seri problemi nella regolazione della loro popolazione. Pertanto si devono adottare tutte le possibili precauzioni per contrastare la formazione di resistenze. L'obiettivo della produzione integrata consiste nell'utilizzo integrante di tutti i metodi non chimici oggi conosciuti nella difesa delle piante. La PFI è di per sé adatta, nel caso dell'applicazione costante delle sue regole, a prevenire resistenze di organismi nocivi o quantomeno a ritardarne la comparsa.
Le regole fondamentali per una strategia anti-resistenza mirata e vincente vengono riportate qui di seguito:

  • Ridurre le applicazioni di insetticidi: Ogni applicazione non eseguita ritarda la resistenza. Se l'applicazione fosse comunque necessaria (osservare le soglie di danno!), bisogna scegliere accuratamente i principi attivi impiegandoli in modo finalizzato. Per far ciò occorre un'approfondita conoscenza della biologia e della comparsa del parassita. La scelta corretta dei prodotti e del momento più adatto per l'applicazione, la dose, nonché una perfetta distribuzione, comportano un ottimo risultato del trattamento e spesso un risparmio di applicazioni. Un intervento con insetticidi è da limitare possibilmente solo sui focolai.
  • Evitare una copertura continua: La copertura della miscela antiparassitaria dovrebbe rimanere nell'ambiente (sugli alberi) solo per il tempo strettamente necessario. Anche principi attivi poco persistenti, se dovessero essere utilizzati a brevi intervalli, producono pure una copertura continua. Prodotti persistenti devono essere impiegati con parsimonia e nel momento più adatto possibile.
  • Impiego di mezzi e cure alternative: È uno dei principi della difesa integrata. Tra questi ci sono per esempio il metodo della confusione, il Bacillus thuringiensis, le reti anti-maggiolino, gli antagonisti (fitoseidi) ecc.
  • Proteggere e favorire gli insetti utili: A loro spetta un ruolo importante nella strategia antiresistenza. La loro azione regolatrice su parassiti aiuta a risparmiare trattamenti chimici. Indipendentemente dal grado o dal meccanismo di resistenza dei parassiti, gli insetti utili sterminano quelli nocivi ed impediscono così una selezione di popolazioni resistenti.
  • Alternare i diversi principi attivi: Un impiego alternato e ragionato dei principi attivi può ritardare per un lungo periodo la formazione di resistenza. Risulta però fondamentale, sostituire veramente il meccanismo d'azione dei principi attivi impiegati, cioè il modo con cui essi eliminano i parassiti. I principi attivi impiegati dovrebbero appartenere pertanto a diversi gruppi (per esempio inibitori di sintesi della chitina, esteri fosforici, carbammati). Nel rispetto del programma sarà data la possibilità di optare per diverse soluzioni.
Una strategia anti-resistenza deve iniziare prima che i mezzi adottati perdono la loro efficacia.
Secondo le esperienze alcuni principi attivi sono particolarmente predestinati ad indurre più facilmente la formazione di resistenza. Perciò sono da usare in modo limitato:
  • Anilinopirimidine (Scala, Chorus, Vision): un massimo di 4 applicazioni/anno
  • Strobilurine (Stroby WG, Flint): un massimo di 3 applicazioni/anno
  • Inibitori di sintesi dello sterolo: un massimo di 4 applicazioni contro la ticchiolatura/anno
  • Inibitori di sintesi della chitina: un massimo di 2 applicazioni/anno
  • Fenoxycarb (Insegar): 1 applicazione con un massimo di 40g/hl/anno oppure 2 applicazioni a metà dose
  • Imidacloprid (Confidor): solo 1 applicazione/anno
  • Acaricidi: solo 1 applicazione/anno per principi attivi che abbiano lo stesso meccanismo d'azione.
Proprio l'impiego di acaricidi, se si rispettano i fitoseidi, non dovrebbe entrare nel programma di produzione integrata. L'impiego limitato di questi prodotti può garantire una buona efficacia nei casi in cui per diversi motivi fosse necessario un trattamento con acaricidi.

Una strategia anti-resistenza ponderata e conseguente concorda con la produzione integrata ed è il presupposto per la sua applicazione a lungo termine.

d) La scelta dei prodotti

La difesa integrata cerca di assicurare il successo economico dell'azienda frutticola impiegando il meno possibile prodotti chimici e fra loro quelli più rispettosi per l'ambiente.

I prodotti chimici, nella difesa antiparassitaria integrata, devono essere utilizzati quando viene superata la soglia di tolleranza, che è riscontrabile mediante conteggi precisi. Prima di fare ogni insetticida ed ogni acaricida, il frutticoltore deve riportare nel quaderno di campagna i dati dei rilievi eseguiti :

  • Carpocapsa (in luglio ed in autunno)
  • Ricamatori della frutta (post-fioritura, 1a e 2a generazione)
  • Acari e fitoseidi/foglia.
Fra i prodotti antiparassitari, ammessi dalla Legge, sono da scegliere quelli che:
  • sono meno pericolosi per l'operatore e per chi lavora nel frutteto,
  • riescono a mantenere l'insetto dannoso al di sotto della soglia di tolleranza e non danneggiano altri organismi,
  • sono meno dannosi per l'ambiente (terreno, acqua ed aria) e quelli che
  • provocano meno residui sulla frutta e nell'ambiente.
Per proteggere i fitoseidi sono da evitare anche fungicidi dannosi per cui un ditiocarbammato non può essere applicato per più di 4 volte all'anno. Inoltre il periodo che intercorre fra due trattamenti con questi prodotti deve essere quanto più lungo possibile ed alternativamente sostituito con altri fungicidi.

La necessità di un trattamento acaricida rappresenta il segnale che nel frutteto è stato alterato l'equilibrio biologico naturale fra il fitofago ed i suoi antagonisti. In questo caso è da limitare l'applicazione di ditiocarbammati ed altri fitofarmaci come per esempio Kilval, Zolone, (esteri fosforici) e Carbaryl, per proteggere e favorire particolarmente i fitoseidi ed altri nemici degli acari.

Nei frutteti dove s'impiegano prodotti selettivi vi è maggiore possibilità di sopravvivenza per gli insetti utili, specialmente per certe specie delicate come gli imenotteri, che sfuggono alla nostra attenzione.

In appendice a queste direttive sono riportati i principi attivi consentiti per la produzione integrata. I prodotti che non sono riportati nelle liste, non sono ammessi in questo programma. Nel corso dell'anno in presenza di necessità e previa delibera dell'AGRIOS possono essere inseriti ulteriori principi attivi nelle liste.

e) La quantità di prodotti antiparassitari per ettaro e anno

La quantità di prodotti antiparassitari per ettaro ed anno è in funzione di tre fattori:

  • Dose: In linea di massima nell'impiego dei prodotti antiparassitari si sceglie sempre la dose più bassa, sufficiente per mantenere un'infestazione al di sotto della soglia economica di danno.
    Le dosi consigliate dal Centro di Consulenza non devono essere superate. Quelle espresse sulle confezioni per gli insetticidi e gli acaricidi sono raramente necessarie.
    Non è nello spirito della difesa integrata l'efficacia del 100 % contro un insetto dannoso. Ciò, normalmente, non è nemmeno possibile o troppo costoso, favorisce la comparsa di ceppi resistenti ed inquina l'ambiente più del necessario.
  • La quantità di miscela ad ettaro varia a seconda del sistema d'impianto, delle dimensioni degli alberi e della concentrazione della miscela. Lavorando con concentrazione normale la quantità della miscela per file singole non dovrebbe superare 500l/ha/m d'altezza delle piante.
    Utilizzando concentrazioni superiori si ridurrà proporzionalmente il quantitativo/ha.
  • Il numero dei trattamenti all'anno dipende dalla presenza dei fitofagi (soglia di tolleranza), dall'andamento climatico (ad es. per la ticchiolatura) e dalla prevedibile perdita di produzione (soglia economica di danno).
    Informazioni sui limiti da rispettare nei trattamenti contro i diversi parassiti sono contenute nelle direttive per la “Difesa fitosanitaria integrata” edite dal Centro di Consulenza per la frutti-viticoltura dell'Alto Adige.
f) Tecnica di applicazione dei trattamenti

Prima d'impiegare un nuovo atomizzatore si deve accertare la sua adeguatezza ai frutteti dell'azienda (sistema d'impianto, altezza degli alberi). Infatti una tecnica d'irrorazione rispettosa per l'ambiente è una prerogativa inderogabile per la produzione integrata.
In futuro, sia il consumo di prodotti antiparassitari per unità di superficie e per anno, che la deriva verso il terreno, l'acqua e l'aria dovranno essere ridotti ulteriormente. Gli atomizzatori a flusso trasversale o con dispositivo di recupero della miscela (atomizzatori a tunnel) favoriscono minor deriva di prodotti antiparassitari nell'ambiente.
Per evitare che la deriva raggiunga il suolo e l'aria, è importante che gli ugelli siano ben orientati verso la parete fogliare dei fruttiferi. Gli ugelli che irrorano sopra o sotto la chioma sono da chiudere prima d'iniziare il trattamento.
Gli atomizzatori devono essere mantenuti in buono stato, curati e calibrati annualmente, in modo da garantire una distribuzione precisa delle quantità di miscela desiderate. I lavori di manutenzione eseguiti (messa a punto, riparazioni, cambio dei pezzi usurati) sono da annotare in un piano di manutenzione, che deve essere allegato al quaderno di campagna.

A partire dal 1997 tutte le aziende frutticole sono obbligate ad eseguire un test dell'atomizzatore ogni 5 anni presso uno dei tre centri autorizzati (Caldaro, Lana e Laces). Dal 2002 in poi nella Produzione Frutticola Integrata si potranno fare trattamenti alle colture solo con atomizzatori che siano stati sottoposti a controllo ufficiale almeno una volta negli ultimi 5 anni.

g) Prodotti antiparassitari: custodia adeguata, distribuzione e smaltimento

Si deve sempre tenere in considerazione la ”Guida per l'impiego dei prodotti fitosanitari” emanate dall'Assessorato per l'Agricoltura.
Generalmente si dovrebbero conservare in azienda solo piccole quantità di prodotti antiparassitari. La merce in deposito si deve tenere sempre nella confezione originale, in luogo fresco, sicuro contro le brinate, ben ventilato e sufficientemente illuminato, nonché sicuro anche nel caso di eventuali spargimenti. Gli scaffali devono essere fatti con materiali non assorbenti, le formulazioni solide devono essere conservate in alto, sopra le confezioni liquide. I locali o gli armadi destinati alla custodia dei prodotti per la difesa delle piante devono essere chiusi a chiave ed essere dotati del prescritto segnale di pericolo, l'accesso deve essere limitato alle persone che possiedono la formazione professionale relativa ai prodotti destinati alla difesa delle piante.
Prima dell'inizio della nuova stagione antiparassitaria occorre stilare una lista dei prodotti per la difesa delle piante ancora in giacenza, che deve essere allegata al quaderno di campagna.
Durante la preparazione e la distribuzione della miscela occorre sempre portare un'adeguata tuta protettiva, di tessuto impermeabile, con guanti, maschera, stivali ed occhiali protettivi.

Se la quantità di miscela necessaria viene ben calcolata e se l'atomizzatore è calibrato in modo esatto, non si dovrebbero avere resti inutilizzati di miscela. Qualora nonostante tutto dovessero rimanere quantità residue nell'atomizzatore, esse si devono diluire e spruzzare nel campo appena trattato insieme con l'acqua necessaria per la pulizia della macchina.
Il frutticoltore è inoltre obbligato a smaltire le confezioni dei prodotti antiparassitari vuote secondo le norme del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e come previsto dalle disposizioni provinciali in materia. A questo scopo presso ogni rivenditore si possono acquistare sacchetti di plastica per lo smaltimento dei prodotti antiparassitari inutilizzabili. I sacchetti una volta riempiti possono essere quindi consegnati al deposito locale di riciclaggio oppure agli incaricati durante la raccolta periodica dei rifiuti speciali.

h) Periodo di sicurezza dei trattamenti dal raccolto

Nell'appendice sono riportati i periodi di sicurezza previsti per la difesa integrata ovvero il tempo che deve intercorrere fra l'ultimo trattamento e l'inizio della raccolta.
Specialmente d'estate, si preferiscono i prodotti antiparassitari con un breve periodo di sicurezza. Si richiede inoltre di evitare un uso ripetuto del medesimo principio attivo.

Esigenze aggiuntive delle direttive EUREPGAP

Gli atomizzatori devono essere controllati ogni due anni.
Produttori e consulenti devono dimostrare la loro competenza professionale nel conferire istruzioni circa le misure da adottare nella difesa delle piante.
Devono essere annotati in un quaderno di campagna tutti i trattamenti fatti per la difesa delle piante.
Accanto alla data, al motivo di un trattamento, al nome commerciale ed alla dose del prodotto impiegato, si deve annotare anche il nome di chi lo ha prescritto e di chi lo ha eseguito, nonché il metodo seguito ed il tempo di sicurezza da rispettare, oppure il momento del primo stacco previsto alla raccolta.
Se il trattamento viene eseguito da persona diversa da colui che fissa l'ordine di esecuzione, viene richiesto un documento scritto del lavoro da svolgere, da cui si evince la superficie da trattare, il nome e la dose del prodotto scelto ed il metodo da seguire.
Le persone dedite alla distribuzione dei fitofarmaci devono essere dotati dei relativi indumenti protettivi, per cui sono da seguire le norme descritte in etichetta per ciascun prodotto.
Gli indumenti per tale operazione devono essere custoditi in locale separato da quello in cui si conservano i prodotti per la difesa.
Per eventuali incidenti con fitofarmaci deve essere disposto un programma d'emergenza e devono essere presenti e funzionanti le relative attrezzature necessarie.

Documenti richiesti:
Patentino d'idoneità per l'impiego dei prodotti fitosanitari (“Autorizzazione per l'acquisto di prodotti fitosanitari tossici”).
Prova di consulenza tramite istituzioni riconosciute.
Annotazione di tutte le misure di difesa delle piante eseguite.
Lista aggiornata dei fitofarmaci in deposito.
Test di controllo dell'atomizzatore.
Piano di manutenzione dell'atomizzatore (fatture per pezzi di ricambio e riparazioni incluse)
Piano d'emergenza per i casi di incidenti con fitofarmaci, lista dei numeri telefonici relativi e delle indicazioni da porre accanto al telefono più vicino.
Documento comprovante lo smaltimento dei contenitori vuoti e dei fitofarmaci non utilizzati.



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